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Clamorosa rivelazione del Re del Caffè Napoletano

La venuta degli Asterchicchi
dal nostro inviato Gianni SanMarco lo straordinario resoconto di una incredibile avventura

prima parte

Ogni volta che accade siamo pronti a crederci, ogni momento in cui il contatto visivo si instaura ci chiediamo, perchè i testimoni dovrebbero mentire? Poi tutto sfuma nell'oblio,in quella sorta di sonno della coscienza potentemente indotto dal ritmo lavorativo quotidiano.
Ogni tanto il pensiero ritorna però ai nostri più profondi ed inquietanti quesiti.
Le mille leggende pervenuteci dalle più antiche tradizioni culturali dell'umanità, e che narrano di esseri venuti dallo spazio sono soltanto inoffensive invenzioni di menti fervide?
In un universo in cui (secondo la più recente e studiata teoria di fisica cosmologica) si sovrappongono undici dimensioni spaziali e quattro temporali, l'inquietudine e la certezza inconscia di non essere gli unici e privilegiati abitanti del cosmo infinito è davvero poi tanto fuori luogo?
L'uomo comune è davvero troppo distratto per rifletterci seriamente e mentre Hollywood sghignazza tempestandoci con i suoi virus cosmici e con i suoi temuti alieni invasori, sepolti in archivi nascosti e protetti dalla televisiva incognita X, cose particolari continuano ad accadere intorno a noi.
Ma quale è la profonda ragione di tutto ciò? di questo incrociarsi ed alternarsi di reale e fantastico sulla scena del nostro teatro d'ogni giorno?
La fantasia ci sta preparando ad una nuova realtà?

In questo scenario di suggestioni aliene provenienti dalla fisica delle particelle e dalla cosmologia, un oscuro accenno sulle origini extraterrestri della pianta del caffè e sulla tanto rinomata bevanda, ci è stato fatto qualche tempo fa, dall'erede di uno dei grandi produttori internazionali dei preziosi semi, negli austeri uffici della KIMBO cafè.
Non è stato semplice convincere l'anziano patriarca a sbottonarsi sulla faccenda, ma oltre all'imperante odore di caffè nei locali della KIMBO, si sentiva forte il sapore del mistero.
Noi della fabbrica dell' Immaginario non potevamo però lasciarci sfuggire l'occasione e con l'arguzia di bambini che chiedono di continuare la favola al nonno, abbiamo insistito inflessibili, fino a che, dalla labbra del vecchio gentiluomo iniziarono a sentirsi degli sbuffi stanchi come un vecchio treno a vapore che si allontana: "eh va bene , va bene, vi racconterò il nostro segreto ma tanto non mi crederete"..
"Da mio nonno a mio padre, da mio padre a me, così si è propagata la leggenda nella mia famiglia ho sempre sentito istintivamente che era pura verità ma ora che mi avete indotto ad aprirmi, desidero che voi troviate le prove e che le divulghiate".
Così parlava dunque agli attoniti membri della fabbrica dell'immaginario l'anziano ma lucido Cavaliere del lavoro, erede di una delle grandi dinastie del caffè, non molto tempo or sono.

Facile immaginare il nostro sgomento, ma data L'indiscussa serietà dell'interlocutore la nostra indole di ricercatori si sentì solleticata.
"il vecchio intanto continuava" - un piccolo esserino scuro scuro, così piccolo che poteva stare in piedi sul palmo delle mano, era la metà del 1800 e mio nonno era giovane e audace. Cercava nuove spezie da importare nei bazar dell'antica Costantinopoli, quando avvenne l'incontro."
Quale incontro Cavaliere? a cosa vi riferite? scattammo stupefatti.
"alla verità continuo lui placido, il caffè a Napoli ce lo ha portato mio nonno ! ma tutti i suggerimenti, le tecniche di lavorazione , perfino la forma necessaria della vecchia caffettiera napoletana gli furono suggerite da questo piccolo uomo mezzo chicco e mezza pianta e per di più in un perfetto napoletano.
"Lui diceva che Napoli era la vera terra del caffè perché lì i suoi erano atterrati la prima volta e lì sarebbero tornati."
"Promise anche a mio nonno di rincontrarlo ma non ho mai saputo se lo fece davvero. Voi cercate però .. ..cercate sulla montagna proseguì con uno strano sorriso sul volto
A Napoli è noto, vi è una sola "montagna" : restammo sgomenti ; Il Vesuvio?
Era dunque vero od almeno plausibile, che una razza aliena umano/vegetale fosse atterrata centinaia di migliaia di anni or sono sulla terra primordiale alle pendici di un'ancora infuocato "Vulcano Cartolinensis"? Che qualcuno di loro si fosse salvato arrivando chissà come fino in Turchia?
Era ammissibile che le loro astronavi richiamassero la forma tanto familiare delle nostre tazzine e che proprio da questa immagine subliminale derivasse poi la forma del recipiente in cui beviamo il caffè?
Avevamo bisogno di prove...

SanMarco


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La venuta degli Asterchicchi
dal nostro inviato Gianni SanMarco lo straordinario resoconto di una incredibile avventura

seconda parte

Fu così necessario un lungo lavoro di autoconvincimento su noi stessi.
Fino a che punto potevamo credere all'anziano imprenditore?
E se avesse deciso di burlarsi di noi?
Nulla da fare l'unica soluzione era cercare incontestabili dimostrazioni della veridicità del racconto.
Seguendo così scrupolosamente le indicazioni mitiche che avevamo ricevuto, ci avventurammo in una ricerca che ci portò nel volgere di alcuni mesi di duro lavoro ad una sensazionale scoperta: Sepolta a circa dodici metri di profondità nella parte più interna del cratere del Vesuvio, ritrovammo in ottimo stato di conservazione una bianca e rilucente parte esterna a forma di piccola tazza di quella che era stata senza ombra di dubbio una microscopica navicella galattica.
Il minerale sconosciuto con cui era realizzato lo "scafo" e la datazione al

carbonio 14 che le conferì una età di 2500 anni, nonché l'abbondanza di particolari microscopici facenti parte di una tecnologia avanzatissima, generata sicuramente da esseri che non potevano essere più alti di dieci centimetri, dissolse le nostre residue illusioni e ci portò al confronto con la verità di cui ci avevano parlato.
Una razza umano/vegetale aveva cercato davvero di colonizzare la terra ma inaspettate modifiche del DNA nella sequenza genetica del loro sistema riproduttivo li aveva costretti ad abbandonare l'esperimento lasciandoci in eredità colonie sterminate di "alberi della riproduzione" sterili per loro ma floridi per noi di meravigliose bacche rosse i cui semi neri detti chicchi sono poi il nostro amato caffè, questo ci fecero comprendere gli studi avviati con i più importanti laboratori di biologia molecolare.

Il Cavaliere fu felice di aver trovato conferma alle leggende di famiglia, ma ora si presentava il problema di preparare il pubblico ad una realtà così singolare.

Una cosa era certa: nessuno ci avrebbe creduto,nonostante le prove acquisite. Per il nostro mecenate e informatore tale particolare era tutt"altro che trascurabile. Era in gioco la sua rispettabilità e con il dovuto rispetto anche la sua (e la nostra) sanità mentale. Sarebbe stato meno contento della audacia dimostrata nelle nostre ricerche, se qualche intellettualesupponente lo avesse pubblicamente tacciato di arteriosclerosi galoppante.

Bisognava agire con il massimo riguardo. Si prospettava così una nuova problematica.

SanMarco


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terza parte

Decidemmo dunque di partire da lontano seguendo un ragionamento tutto nostro.
Riflettemmo: "in fondo chi sa che i conigli parlanti esistono (e non sono poi così pochi) non si stupirà di sapere che la Warner bros sia una diramazione della CIA e che Bugs Bunny o Roger Rabbit sono operazioni spettacolari realizzate dall'intelligence per prepararci all'incontro con la razza più vicina a noi: quella dei conigli parlanti."
(Lewis Carrol sapeva di certo qualcosa di fondamentale al riguardo)
La maggioranza dei grandi realizzatori di intrattenimento popolare è dunque cosciente del segreto che si cela dietro gli innocui scenari di mille e uno cartoni animati., ma non osano dire, ed in combutta con le autorità ci suggeriscono sotto forma di spettacolo segrete verità che non siamo ancora pronti ad ammettere, ne tantomeno ad accettare.
Impossibile? Credete forse sia casuale la grande preparazione scientifica con cui ogni nuovo essere cosmico che nasce al cinema od in televisione venga plasmato coerentemente con le più recenti scoperte e ricerche : DNA manipolato, Batteri Marziani ibernati, forme di vita vegeto/animale dalla linfa rossa come sangue.
Tutto scientificamente al limite del tollerabile ma sufficiente ad innescare un dubbio leggitimo.

In un cosmo che brilla con miliardi di bilioni di stelle ed al quale i presupposti quantistici concedono l'avverarsi di qualunque cosa possa davvero scientificamente avverarsi in potenza, chi siamo noi per negare le verità di Mulder o del capitano Kirk ed i loro incontri extraterrestri?
Ebbene confessiamolo! anche noi della fabbrica dell'immaginario abbiamo avuto le nostre incertezze quando la pseudo-leggenda ci è stata narrata la prima volta, ma ora è tutto diverso.
Ora comprendiamo la necessità "politica" di sminuire i toni ed un cartone animato è senza altro efficace nell' indurre l'ispirazione che la pianta da noi tanto amata abbia natura aliena, prima della rivelazione.
Tuttavia in un cosmo a volte minaccioso pensate un po' quale attesa, quale spasimo ma anche quale sollievo nel sapere noi che il dolce caffè veniva si da molto lontano ma che i chicchi pensanti che ce lo hanno regalato erano dei dolci e simpatici viaggiatori spaziali.
Non meno scavezzacolli di noi umani nonostante la natura semi-vegetale, tutta altro che sedentari anzi un po.
La verità della razza Asterichiccos benché aliena è dunque in fondo confortante, quasi divertente.
Nel cosmo esiste davvero tutto quello che può esistere nella fantasia scientifica più sfrenata!

Da millenni la minuscola razza ci ha visitato e ci visita ancora dopo averci regalato l'energia ed il gusto della loro pianta progenitrice.
Nel silenzio del segreto mantenuto dai pochissimi a conoscenza degli antefatti originari ci è stata poi raccontata una nuova storia, una storia recente che dai meandri del tempo arriva fino ai nostri giorni ad uno degli ultimi atterraggi dei nostri amici spaziali.
Una storia che ci mostra come dovunque un uomo dorma i nostri amici siano pronti a svegliarlo con energia, musica e sapore.
Ed è questa la prima vicenda che abbiamo desiderato narrare.
Nulla è ormai più incredibile per noi della "fabbrica dell'immaginario" ma quante preoccupazioni e scrupoli per chi conosce e rispetta l'intima fragilità umana di fronte all'infinito che lo circonda. Così se un giorno sorseggiando il caffè mattutino vi sembrerà di osservare per un attimo un sorriso complice in una piccola e dinamica creatura seduta proprio sul vostro lavandino ad osservarvi, per una volta, una volta sola, date credito ai vostri occhi di bambino.

SanMarco

Caffettiere a cinque stelle, tazzine di viaggi specializzate, alieni in fila. La grande avventura del caffé intergalattico è cominciata. Destinazione: universo e dintorni. Dopo il viaggio del dott. Mario Rubino, altri turisti stellari sono pronti. In vista del boom, governi e multinazionali potrebbero decidere di investire molto di più nei caffé sugli shuttle.

VACANZE SPAZIALI: ESPRESSO VENERE

La Nasa dice: "Sarà il business del futuro"

dal nostro inviato CIRO CACCIOLA

Inutile spendere per una fine d'anno a Papete, per un'estate in tenda sulle cime dell'Everest, per un weekend sul set dell'ultimo video spericolato di Madonna Ciccone. I nuovi Indiana Jones i loro viaggi li programmano nel firmamento. Che non é più solo quello hollywoodiano, ma soprattutto è "the next thing": interplanetare, asteroidale... zodiacale! Dopo il viaggio sperimentale dell'urologo napoletano Mario Rubino, inviato speciale della Procuratori Ad Acta International, e della mamma napoletana Marizia Giardino,delegata altrettanto speciale della LatinoAmerican Dancer InterKomm Association, sembra che anche Bruce

Willis abbia deciso di prenotare una settimana bed & breakfast sullaTazzullella Spaziale, dotata di sensor per controllare lo stato fisico del viaggiatore e di telecamere per registrare la videocassetta ricordo.

La Divisione Space Adventures della KIMBO ha già raccolto i nomi di 144 aspriranti cosmoavventurieri pronti a gustare il primo caffé intergalattico della storia umana.

L'ambasciatore sul Pianeta Terra degli Asterchiccos provenienti dalla Nebulosa Zuccherosa del Caffé ha fatto sapere che i terrestri sono ben accetti sul loro asteroide e che per fittare una camera con vista sull'universo saranno sufficienti, euro più dollaro meno, l'equivalente di 8.000 caffé espressi secondo l'ultima quotazione della Piazzetta Affari di Capri.

Allora, pronti a fare un giro in orbita?

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